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CENTRO MINDFULNESS

Se praticata con costanza, la Mindfulness ha effetti benefici scientificamente dimostrati sia sul cervello sia sulla salute psicofisica. Oltre a favorire il processo di conoscenza di sé, induce un importante incremento della fiducia nelle proprie possibilità, insegna a fronteggiare e superare le prove della vita e a gestire in modo più funzionale le attività lavorative ed extra-lavorative, riducendo lo stress se eccessivo. Prendendo confidenza con la pratica, le persone apprendono l’arte di vivere nel presente, di accogliere ciò che accade, mentre accade, qualsiasi cosa sia, portando attenzione in modo intenzionale, gentile e curioso agli eventi interni ed esterni della vita. La possibilità di abbandonare l’illusione del controllo, intervenendo non più e non tanto su ciò che avviene, quanto sul modo di starci insieme, trasformerà progressivamente la reattività in scelta libera e ci permetterà di vivere in modo più sereno e integrato tutte le esperienze, piacevoli, spiacevoli o neutre, che la vita ci riserva. 

Per questo Home riserva alla Mindfulness un’attenzione particolare e una sede dedicata, sempre a Gavirate, in via Fiume, 5. In collaborazione con la dott.ssa Paola Zavagnin, oltre a integrare la Mindfulness nell’ambito clinico di nostra competenza, offriamo interventi individuali e di gruppo, proponendo specifici protocolli per adulti e bambini, gruppi di pratica settimanale e ritiri periodici in silenzio. 

La consapevolezza sorge quando

abbiamo la capacità di cogliere e accogliere ciò che un evento, interno o esterno, produce nel nostro corpo e nella nostra mente (sensazioni, emozioni, pensieri) senza giudicarci, con benevolenza, con curiosità, restando intenzionalmente in contatto con ciò che sorge dentro o fuori di noi, indipendentemente dalla sua piacevolezza o spiacevolezza. Imparare a stare con quello che accade, mentre accade, qualsiasi cosa sia, con attenzione gentile, senza distogliere lo sguardo quando qualcosa non ci piace, senza sviluppare attaccamento eccessivo per ciò che amiamo, ci rende capaci di vivere pienamente il presente, spostando il focus dagli eventi ai processi, dalla modalità del fare alla modalità dell’essere. Impariamo così che, se controllare ciò che avviene fuori e dentro di noi è un’illusione, abbiamo sempre la libertà di decidere in che modo porci nei confronti delle nostre esperienze. La qualità della nostra vita può essere profondamente influenzata da questo cambio di prospettiva, aiutandoci a trasformare la reattività in scelta consapevole e ad accettare le fisiologiche fatiche della vita senza trasformarle in sofferenza. 

La sofferenza, infatti, aumenta in maniera proporzionale alla nostra difficoltà di accettare il dolore, il disagio, la fatica o di rinunciare a ciò che riteniamo fondamentale per il nostro benessere.

La Mindfulness ci aiuta a sviluppare intimità con aspetti di noi che non siamo abituati a percepire: attraverso pratiche come il Body scan o La consapevolezza del respiro e del corpo possiamo man mano imparare a cogliere con più precisione i segnali e i messaggi somatici, a distinguere e a nominare sensazioni fisiche e sensazioni emotive, a notare come interagiscono fra loro pensieri, emozioni e sensazioni, prendendo sempre più confidenza con i nostri stati interni. Questo è un passaggio molto importante poiché possiamo prenderci cura solo di ciò che conosciamo: paradossalmente, il nostro corpo è spesso, per noi, un luogo misterioso e silenzioso che ascoltiamo solo quando comincia a gridare. La Mindfulness ci invita invece a farcelo amico, a rispettarlo come faremmo con un buon compagno di viaggio, ad addomesticarlo, ad abitare la nostra casa con più consapevolezza. Ci aiuta inoltre a fare un altro passo importante che consiste nel disidentificarci da ciò che sentiamo, dal percepire che non siamo un tutt’uno con ciò che proviamo: sensazioni, emozioni e pensieri sono come ospiti nella nostra casa, ospiti passeggeri, impermanenti, inconsistenti. Imparare a osservare con gentilezza il nostro panorama interno significa operare una defusione, mettere una pausa fra il percepiente e il percepito, scoprire che c’è una mente che osserva oltre a una mente pensante che produce migliaia di pensieri al giorno, gestire in modo più funzionale emozioni, pensieri e azioni conseguenti. Sta a noi scegliere dove stare: se lasciarsi trasportare dal traffico della vita come foglie al vento o restare ancorati al nostro centro, alla nostra natura di osservatori benevoli. Allora le esperienze resteranno semplicemente esperienze, né buone né cattive, né giuste né sbagliate, semplicemente occasioni di crescita più o meno utili e sarà possibile guardare loro con sguardo equanime e compassionevole, con una ricaduta importante sul nostro benessere, sulla qualità della vita e delle nostre relazioni.

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